14 febbraio – 10 maggio 2026
Filippo de Pisis e les Italiens de Paris
Mostra: Filippo de Pisis e les Italiens de Paris
Curatori: Paolo Bolpagni e Maddalena Tibertelli de Pisis
Catalogo: Dario Cimorelli Editore, Milano
Sede: Fondazione Biscozzi | Rimbaud, piazzetta Baglivi 4, Lecce – gli spazi sono completamente accessibili ai diversamente abili
Apertura al pubblico: 14 febbraio – 10 maggio 2026
Orari: dal martedì alla domenica, dalle ore 16.00 alle 19.00. Chiuso il lunedì.
Aperta al pubblico 5 aprile (Pasqua), 6 aprile (Pasquetta), 25 aprile, 1° maggio 2026
Ingresso mostra: € 5,00.
Ingresso collezione permanente + mostra: € 8,00. Ridotto: € 5,00 per gruppi superiori alle 15 unità residenti a Lecce e provincia, minori di 18 anni, scolaresche della primaria e delle secondarie, studenti di università, accademie d’arte e conservatori provvisti di libretto, insegnanti, membri ICOM.
Gratuito per bambini fino ai 6 anni, diversamente abili (e accompagnatore), un accompagnatore per ogni gruppo, guide turistiche, giornalisti con tesserino.
La Fondazione Biscozzi | Rimbaud, in collaborazione con l’Associazione per Filippo de Pisis, presenta dal 14 febbraio al 10 maggio 2026 la mostra Filippo de Pisis e les Italiens de Paris, a cura di Paolo Bolpagni e Maddalena Tibertelli de Pisis, dedicata a uno dei capitoli più originali e internazionali dell’arte italiana tra la fine degli anni Venti e i primi Trenta del Novecento.
La mostra indaga l’esperienza degli Italiens de Paris, gruppo di artisti italiani attivi nella capitale francese, accomunati da un’apertura verso l’Europa e da una posizione di parziale e consapevole “fronda” rispetto all’indirizzo dominante del Novecento Italiano.
Cuore della compagine fu il Groupe des Sept, formato da Massimo Campigli, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis, René Paresce, Alberto Savinio, Gino Severini e Mario Tozzi, protagonisti di una stagione espositiva compresa tra il 1928 e il 1933. Il gruppo condivideva riferimenti culturali, consuetudini professionali e una comune visione del classicismo, inteso in chiave moderna, mediterranea e antidogmatica, segnata da libertà formale, pluralità di linguaggi e dialogo con la cultura internazionale.
Il percorso espositivo pone al centro della ricerca la figura di Filippo de Pisis (Ferrara, 1896 – Milano, 1956), a partire dal celebre dipinto Dalie (1932), esposto nella prima sala dell’allestimento permanente della Fondazione leccese. Attorno a un significativo nucleo di oltre venti opere dell’artista ferrarese, realizzate tra la metà degli anni Venti e i primi Trenta, si sviluppa un confronto diretto con una selezione mirata di dipinti degli altri sei membri del Groupe des Sept, appartenenti alla medesima stagione.
“Non era soltanto un incontro casuale di pittori residenti più o meno stabilmente a Parigi, ma anche un sodalizio connesso da una certa comunanza di riferimenti ideali e consuetudini umane e professionali”, spiega il co-curatore Paolo Bolpagni, sottolineando la coesione culturale e progettuale che caratterizzò l’esperienza degli Italiens de Paris.
La mostra mette in luce affinità e differenze all’interno del gruppo, evidenziandone la comune tensione internazionale e la distanza rispetto a un contesto italiano sempre più orientato verso monumentalismo, il muralismo e la “moderna classicità” teorizzata da Margherita Sarfatti.
La mostra è accompagnata da un catalogo trilingue (italiano, francese e inglese), edito da Dario Cimorelli Editore, con saggi dei curatori e la riproduzione a colori di tutte le opere esposte.
In foto:
Dettaglio dell’opera: Filippo de Pisis, Interno dello studio di Parigi, 1930, Torino, collezione privata.